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lla LANCIA III parte

Gli Anni '80 e '90 Dal successo della Thema al flop di k e Dedra

THEMA 1984 : IL MODELLO DEL "RINASCIMENTO LANCIA"

Finalmente nel 1984 arriva il modello della rinascita. L'auto che segna non solo il ritorno in grande nel settore delle berline di lusso, ma anche il ritorno del successo commerciale (già raggiunto, nei segmenti inferiori, dalle valide Delta e Prisma): la Thema.

Dotata finalmente di una linea piacevole e propulsa da valide unità motoristiche, si fece breccia tra le BMW e le Mercedes non solo in Italia, ma anche nel resto d'Europa. Costruita su un pianale comune a Fiat, Saab e Alfa Romeo, esordì con propulsori 2.0 aspirato, 2.0 turbo e con un V6 2.8 Peugeot-Renault-Volvo (la Fiat non disponeva ancora del V6 Alfa) con potenze da 120 a 165cv. Sul fronte diesel c'era un 2445 sovralimentato con circa 100cv. Il 1986 segnò l'arrivo della 8.32: una Thema ad otto cilindri e 32 valvole, motorizzata Ferrari con 215cv e dotata d'interni notevolmente opulenti, non era molto veloce (circa 240Km/h) ma era ricchissima di fascino. Accompagnarono la Thema Ferrari, le versioni SW; poi seguirono le evoluzioni nei propulsori: furono adottate le quattro valvole per cilindro (prima sui turbo e poi sugli aspirati) e il 2.8 PRV fu sostituito con il valido V6 Alfa. Insomma la prima ammiraglia Lancia di successo dopo anni d'oblio. Nel '94, quando la Thema andò in pensione, si pensò che lo stesso travolgente successo avrebbe travolto anche la sua succeditrice. In realtà molte cose cambiarono: la Lancia subiva un notevole ritardo sul rinnovamento della gamma e, pochi anni prima, si ritirò dal mercato britannico a causa di una "svista". Concretamente, la situazione della Lancia nel Regno Unito era da anni in crisi e, l'assurdità di proporre in quel mercato una vettura chiamata Dedra, il cui nome è assonante all'espressione inglese "dead rat" (topo morto), fu un vero e proprio colpo di grazia. A questo punto, a sostenere le vendite (e i venditori), c'erano, oltre alla Dedra (1989), solo la nuova Delta (1993, una compatta di scarso successo) e la Y10 che, seppur rinnovata, risaliva comunque al 1985. I vertici dell'azienda, allora, puntarono su due proposte: la Lancia Z (una monovolume che ha avuto un tiepido successo) e un'ammiraglia la K.

Nei progetti, la nuova ammiraglia Lancia K avrebbe dovuto ridonare lucentezza al marchio, invece, fu un mezzo flop. Perché mezzo? Perché, tutto sommato, la vettura ebbe il suo momento di gloria… ma cedette prematuramente sotto gli attacchi della concorrenza. Gli ingredienti erano quelli giusti: motori nuovi (i Fiat modulari), telaistica affidabile e collaudata, interni eleganti, spaziosi e adeguatamente rifiniti. Forse il design troppo anonimo, con quel frontale affilato e poco imponente, o quella finitura in finta radica sulla plancia (ben poco prestigiosa), indirizzarono la raffinata clientela verso altri modelli anche se comunque la k vantava un abitacolo spazioso , una dotazione di accessori completa e un ottimo confort.Così, la K apparve già agonizzante dopo pochi mesi dal lancio e neanche le successive versioni SW e Coupè riuscirono a risollevarla. La Coupè, poi, sembrava realizzata con un copia-incolla mal riuscito: in pratica fu accorciato il passo e mantenuti inalterati gli sbalzi anteriore e posteriore. Ciò rovinò l'estetica della vettura che, vista di profilo, appariva notevolmente sbilanciata.A fine produzione (1999/2000) ci fu invece un enorme boom di vendite per la motorizzazione
2.4 jtd
, causa l' elevato sconto delle Concessionarie, perchè auto di fine serie.

1999: viene lanciata la LYBRA sia in versione berlina che SW , con discreto successo ma restando comunque insieme alla cugina Alfa 156 ( che però è leader nel segmento ) la risposta italiana alle tedesche.

Il III° Millennio, il lancio di Thesis, Phedra, Ypsilon e Musa>>>>>>

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