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Lancia
Lybra (1999-2005)


Dopo solo sei anni di anzianità la Lybra è uscita fuori produzione. Il destino della
Lybra era comunque già segnato poichè non avendo ricevuto
nessun restyling e nessuna adozione dei nuovi diesel Multijet era impossibile
riuscire ad avere dati di vendita positivi.La versione berlina aveva necessità di una bella rinfrescata, visto che negli ultimi tempi la Lybra veniva venduta solo nella variante SW.
Doveva
essere un modello di riscossa per la Lancia... La ‘Lybra’,
modello nato nel 1999 nasce per riconquistare un mercato raffinato,
che in passato fu dell’Aurelia, della Flaminia, della Fulvia,
della Thema, e che è passato nelle mani di altre Case quando
vetture come la ‘Dedra’ o, peggio, la ‘k’ hanno
vistosamente fallito il loro obiettivo dichiarato: quello di essere
delle ‘vere Lancia’. Ma invece coloro che vengono pagati per migliorare il prodotto hanno preferito restare a guardare potenziali clienti Lancia che hanno acquistato vetture tedesche ,svedesi, giapponesi e persino coreane !!!!! La storia d’eccellenza meccanica e sobria raffinatezza stilistica delle auto create a Torino da Vincenzo Lancia, e poi evolute dal figlio Gianni grazie anche all’apporto estetico di Pininfarina, è una lunga e complessa vicenda di travagli e trionfi, una storia passata per pagine sportive d’impareggiabile fulgore (i tanti Rallye di Monte-Carlo vinti, ad esempio) e di grande stile. Il Presidente della Repubblica Italiana ancor oggi utilizza, come vettura da parata, una meravigliosa, antica Flaminia; a Papa Giovanni Paolo II è stata regalata recentemente una lussuosa limousine in esemplare unico con marchio Lancia. Il passaggio sotto l’ala della Fiat, con l’arrivo in grande stile della Beta (Berlina, Spider, Coupé, HPE, Trevi) e poi la fulminante apparizione della Thema, aveva ormai fatto ritenere che la Lancia fosse sulla strada giusta, sul sentiero adatto a favorire una vera, completa rinascita. Speranze deluse, crudelmente, da troppi modelli successivi.Non si può infatti nascondere che queste vetture sono state un’involuzione pura e semplice. La condanna è totale ed irreversibile per la ‘k’, costosa berlina con pretese d’ammiragliato rimasta ad un livello tecnico e stilistico non superiore a quello della scomparsa Fiat Croma, sicuramente di molti gradini al di sotto del livello stilistico e, perché no, tecnico, della molto rimpianta ‘Thema’. Con un modello ‘di punta’ irrimediabilmente compromesso da un’estetica goffa ed infelice, ed una nuova Delta di pari caratteristiche (viene generalmente chiamata ‘Deltasud’ per la somiglianza con il modello Alfa prodotto a Pomigliano d’Arco) il resto della gamma Lancia ha potuto solo sopravvivere, con numeri certo non entusiasmanti, solo perché sorretta, almeno ciclicamente, dalla piccola ‘Y’.
Il modello che è arrivato nel 2000 per sostituire la ‘Dedra’, chiamata estrosamente ‘Lybra’, si trova quindi davanti una strada in pesante, faticosa salita.
Tutto questo, si diceva, fa un po’ rabbia perché la Lybra è davvero una buona automobile. Guardate sotto a questa scorza anodina, dietro a quei farettini stentati del frontale, e troverete molta sostanza, il sincero, accurato studio di un mondo migliore per il lancista appassionato e finora, ahimè, deluso. Le portiere si aprono con un angolo generoso, le maniglie, in gradevole metallo cromato, hanno un’angolazione piacevole per l’articolazione della mano, il layout del cruscotto e della strumentazione appare nell’insieme perfettamente adeguato all’evoluzione d un mondo che, fra l’altro, avrà sempre più bisogno di comunicare, e per il quale lo schermo del sistema satellite/TV di bordo diventerà una necessità sempre più comune. A differenza di quanto fatto da altre vetture, alcune delle quali vere e proprie ammiraglie (come l’eccezionale Mercedes ‘Classe S’, peraltro non indenne da svariate pecche ergonomiche), la Lybra infatti non ha relegato questo schermo alla base della plancia, ma alla sua sommità, cioè in un punto nel quale l’occhio del guidatore, per consultarlo, deve compiere una deviazione angolare minima. Ecco, questo è un esempio di disegno ‘gestaltico’, nel quale la ‘buona forma’ funzionale ha preso il sopravvento sui loschi figuri che in quella posizione vorrebbero ancora mettere le arcaiche bocchette della ventilazione.
La strumentazione, analogica, fa esattamente il suo mestiere, né più né meno di come deve essere, idealmente: il giusto insieme d’informazione, una buona estetica complessiva, poche distrazioni. Unico neo l’illuminazione verdina, ergonomicamente non raccomandabile, e già che ci siamo ci piacerebbe che il metallizzato scuro della plancia attorno agli strumenti venisse sostituita da una più razionale superficie nera semiopaca (pelle, carbonio, legno scuro opaco, qualsiasi materiale andrebbe meglio dell’attuale); ma il passo avanti rispetto al passato, ed anche agli strumenti bianchi della cugina Alfa ‘156’, è enorme. La motorizzazione più venduta è stata la 1.9 jtd da 115cv, mentre ha maggiori volumi di vendita la Lybra SW
La
Lybra era sottomotorizzata....non ebbe il 1.9 MultiJet da 140cv
che montava l'Alfa 147 , l'Alfa 156 e la Fiat Stilo o il 1.9 Multijet da 150cv
che montano le Opel Astra, Vectra, , Vectra GTS, Signum,
Saab 9-3 Sport Sedan e la Cadillac ! Cosa ne pensi del progetto Lybra ?
M.A. |