Lancia Aurelia
La storia della Lancia Aurelia, la prima automobile di grande serie mossa da un motore a sei cilindri a V di 60°, iniziò durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo l'ingegner Francesco De Virgilio, esperto nel difficile problema della equilibratura dei motori a V, venne incaricato dalla Lancia di esaminare un precedente progetto di un albero a gomiti destinato ad un motore a sei cilindri a V di 39°. De Virgilio concluse lo studio osservando che non sarebbe stato possibile ottenere un funzionamento soddisfacente se non aumentando l'angolo tra le due bancate fino al valore ottimale di 60°. Dopo la fine della guerra, in previsione di produrre una nuova serie dell' Aprilia, si realizzò un nuovo motore di 1569 cc, ma con angolo di 45°, il massimo possibile per poter essere alloggiato nel vano motore della berlina. Il prototipo girò per tutto il 1947, ma l'anno seguente l'idea di evolvere l'Aprilia venne definitivamente abbandonata, in favore di un modello del tutto nuovo: la Aurelia.
La direzione tecnica del nuovo progetto fu affidata al genio di Vittorio Jano, dal 1937 responsabile del reparto esperienze Lancia ed in precedenza "padre" delle Alfa Romeo P2, 1750, 2300, 2900 e P3. Così, mentre Jano si dedicò allo sviluppo dell'autotelaio (a lui si deve tra l'altro la sospensione posteriore a ruote independenti), De Virgilio, con la collaborazione di Ettore Zaccone-Mina, fu libero di disegnare un motore che rispettasse le sue convinzioni teoriche, adottando la soluzione definitiva delle bancate disassate con apertura di 60. L' Aurelia fu prodotta in un grande numero di versioni, differenti per tipo di carrozzeria e per motorizzazione. Nella tabella seguente sono riassunti i modelli fondamentali che hanno segnato la fortunata vita di questa splendida automobile; i collegamenti permettono di accedere a fotografie e descrizioni più dettagliate di alcuni modelli. Le potenze indicate sono le più alte di cui ogni modello è stato dotato nelle sue diverse varianti: per esempio la Aurelia B20 2.5 litri ha adottato, nel corso della sua produzione, motori con potenza compresa tra i 110 ed i 118 CV.
L'albo d'oro dell' Aurelia è ricco di risultati di assoluto rilievo, talvolta persino incredibili. Non è possibile riportare per intero la serie di vittorie e piazzamenti ottenuti sia in pista sia nei rally durante alcuni anni di competizioni a livello mondiale, ma è doveroso ricordare almeno alcuni dei risultati di maggior prestigio.
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Mille Miglia 1951
Giovanni Bracco e Umberto Maglioli sono secondi assoluti con una B20 due litri (91 CV), preceduti solo da Gigi Villoresi su Ferrari "340 America" (4100 cc, 240 CV).
24 ore di Le Mans 1951:
la stessa vettura, condotta dall'equipaggio Lurani-Bracco, si piazza prima di classe e dodicesima assoluta. Qui è ritratta mentre supera la Porsche alla sua prima partecipazione alla competizione francese.
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Mille Miglia 1952:
Umberto Maglioli e Luciano Monteferrario si classificano primi della categoria Turismo Nazionale oltre 1500 e diciannovesimi assoluti con una berlina B22 di serie. Nello stesso anno Maglioli giunge quarto assoluto alla Carrera Messicana, con una B20 due litri dotata di compressore volumetrico.
Targa Florio 1952:
la B20 speciale di Gino Valenzano alla partenza. Quell'anno le Aurelia di Bonetto, Valenzano e Anselmi giunsero ai primi tre posti assoluti della celebre gara siciliana.
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Monza, Coppa Intereuropa 1955:
al centro dello schieramento di partenza si notano due Aurelia B20 Zagato (n.154 e n.156)
Questa è solo una brevissima ed incompleta raccolta di immagini che testimoniano il valore della Lancia Aurelia nelle competizioni; molti altri risultati prestigiosi, che meriterebbero altrettanto spazio, sono stati raggiunti da questa vettura e dai suoi bravi piloti nel corso della sua carriera sportiva. E' certo che ogni vittoria ottenuta dalla Aurelia porta con sè qualcosa di eroico, una lotta sempre impari contro auto più potenti e nate per correre, al contrario di questa berlinetta che veniva portata in gara in camicia e cravatta.
Lancia Appia
L' Appia è stato lanciata nel 1953. Altre tre varianti sono state prodotte dalla Lancia, in furgoncino, un piccolo furgone, un camioncino, e un'ambulanza. Molti esemplari coupés sono stati sviluppati dalla Zagato su base Appia. Il primo era un prodotto su commissione indicato a Torino 1956 Motorshow (e conosciuto come 'il cammello ') che ha corso nella Mille Miglia l' anno seguente . . Altre varianti del Appia hanno incluso un coupe da Pininfarina, da un convertibile da Vignale e da un giardinetta (o dalla proprietà) da Viotti. La produzione dell' Appia è finita nel 1963.
Appia Cabriolet
Appia Giardinetta
Lancia Flaminia
La Flaminia è l' auto che ha sostituito l' Aurelia , presentata come prototipo al salone Torino nel 1956. . Il telaio di base era dell' Aurelia, ridotto di circa 80mm, accoppiato con tutto il nuovo motore, ancora un 60º V6 ma ora spostare 2458cc e produce 102bhp. Come sull' Aurelia, la frizione e la scatola ingranaggi sono situate nella parte posteriore mentre i freni a tamburo dell'automobile precedente si sono sostituiti da quelli a dischi dopo che i primi 500 esemplari di Flaminia avessero lasciato la linea di produzione. Pininfarina inoltre ha prodotto quattro automobili di Presidenziale 1960 per il governo italiano.La produzione è finita nel 1967.
Flaminia Sport
Lancia Flavia
Al motorshow di Torino nel mese di novembre del 1960 Lancia ha mostrato una nuovo auto la Flavia. Modello che riscontrò un mediocre successo qualche anno dopo sarà ristilizzato . Il Coupe inoltre si è transformato in nel Coupe 2000 in 1971 ed in successivamente anche guadagnato un sistema ad iniezione del combustibile di Bosch Jetronic da transformarsi in così nei 2000 posteriori di HF di Coupe anche avuti una scatola ingranaggi di cinque velocità e rotelle della lega come campione. La produzione è cessata nel 1974.